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copertina poggio 

         Le città Sostenibili

              

              a cura di Andrea Poggio

                     

                    

   

             Editore: Mondadori Bruno

             Anno edizione: 2013

             Pagine: 128

 

 

 

Il nuovo libro del vicedirettore generale di Legambiente racconta la vicenda di tre cittadini italiani immaginari, che crescono insieme alle rispettive città, e scoprono i nuovi stili di vita sostenibili e l’opportunità di divenire “smart citizens”, imparando anche dai tanti esempi europei. Edizione Mondadori

Smart cities, smart citizens e nuovi stili di vita: “Le città sostenibili” ha le sembianze del romanzo metropolitano, raccontando le storie quotidiane di tre cittadini alle prese con i problemi ambientali delle città italiane e dei nostri stili di vita poco sostenibili.

I tre cittadini immaginari, Giulia, Camillo e Paola, imparando dalle altre esperienze europee, riflettono sul futuro delle nostre città e su quali siano gli esempi virtuosi da applicare nella vita di ogni giorno, per uno sviluppo durevole e sostenibile, adattandosi soprattutto al cambiamento climatico in atto e alla crisi economica che sta trasformando le nostre vite.
“Perché è proprio nelle città – scrive Andrea Poggio – che è più facile trovare le condizioni, le opportunità, il capitale sociale e l’apertura mentale per innovare, facendo perno sulla nostra identità culturale. E per l’Italia, forse, questa è davvero l’occasione di un nuovo Rinascimento, di una nuova ricostruzione”.

“Le città sostenibili” evidenzia la virtù della “resilienza”, ossia la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici della società e di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà. Una capacità nuova nello scenario dell’ambientalismo italiano, che Poggio invita ad uscire dai vecchi schemi della contrapposizione frontale ed ad abbracciare le opportunità dei nuovi scenari, come l’economia green e la trasformazione dei cittadini e delle città. Invitando, ad esempio, a divenire consapevoli della nostra impronta di inquinamento – la “carbon footprint” – l’emissione di CO2 che ogni nostra azione di consumo ha sul sistema.